Per 20 anni fu Preside dell’Istituto Paolo Sarpi ed è sua la Relazione sui materiali per il nuovo Campanile di San Marco, morì cadendo da una gondola
Di Vittorio Baroni
Tra l’800 e il ‘900 c’è stato un Dalmata illustre che ha intrecciato la sua vita con la storia di Venezia. L’ingegno zaratino del professor Ottorino Luxardo a Venezia merita un approfondimento. Nel 1906 fu incaricato di stendere la Relazione sullo studio chimico dei materiali adoperati per la costruzione del nuovo Campanile di San Marco a seguito del crollo del “Paron de Casa”, così chiamato con affetto il Campanile, avvenuto il 14 luglio 1902.

L’intelligenza e la passione di Ottorino Luxardo per la scienza furono notate già nel 1894 con la nomina a Preside dell’Istituto Paolo Sarpi, ruolo che mantenne per quasi 20 anni. Ecco la la sua biogriafia grazie alla nipote Elena Luxardo e la collaborazione del marito Aldo Manos.

Ottorino Luxardo nacque a Zara il 30 marzo 1847 da Emanuele (secondogenito di Girolamo Luxardo, fondatore della fabbrica di maraschino) e da Carolina Emilia Elisabetta Degiovanni. Ottorino frequenta il ginnasio a Zara e a Spalato e si laurea in fisica e chimica all’Università di Padova. Sposa Teresa Favero, (1848-1915), di Giuseppe e Regina Grisoni. Padre di Emanuele, dott. Augusto, Ottorino, Giacomo (Capitano dei Bersaglieri sepolto a Redipuglia), dott.ssa Elena e Carlotta. Nel 1871 Insegna chimica e mineralogia nella R. Scuola delle Miniere a Caltanissetta e nel 1877 fonda e dirige la Scuola industriale di Messina. Nel 1881 fu trasferito professore di chimica a Mantova con decreto in Gazzetta Ufficiale e nel 1882 pubblica “Il laboratorio di chimica del R. Istituto Tecnico di Mantova. Biblioteca Teresiana, Mantova e viene nominato Cavaliere della Corona d’Italia. Con Renato Perlini pone le basi dell’Istituto tecnico industriale P. Paleocapa di Bergamo del quale diventa Preside. Nel 1890 diventa membro del Consiglio Sanitario Provinciale di Bergamo e nel 1894 pubblica “L’Istituto industriale di Bergamo”, Ist.Ital. Arti Grafiche, Bergamo. Nel 1894 arriva nella città lagunare e viene nominato Preside dell’Istituto Tecnico e Nautico Paolo Sarpi di Venezia. Mantenne l’incarico fino al 1913, nel 1903-04 aggiungeva ai corsi serali quello dei Capimastri. A seguito della nomina, la Camera di Commercio di Bergamo e la Giunta di Vigilanza scrivono al Ministero per chiedere che rimanga a Bergamo. Apprendiamo che Re Umberto, visitando Bergamo, “espresse calorose parole di elogio al prof. Luxardo che aveva saputo raccogliere nell’istituto da lui diretto grande ricchezza e varietà di lavori. Nel 25° della fondazione dell’Istituto Sarpi gli alunni del prof. Luxardo, divenuti già industriali e commercianti notevolissimi fra gli altri d’Italia, gli presentarono un albo, decorato artisticamente, con le loro fotografie, e una medaglia commemorativa d’oro. Nel 1895 diventa Socio effettivo non residente della R. Accademia Virgiliana di Mantova e nel 1898 pubblica il libro “Algebra elementare per i corsi liceali” al quale segue, nel 1899, “Merciologia – ad uso delle scuole e degli agenti di commercio”, Hoepli ed. Milano. Il Manuale del professor Luxardo è diviso in nove capitoli i primi sei racchiudono le nozioni principali sulle operazioni ed istituzioni che riguardano le merci considerate nei vari studi della loro dinamica mercantile cioè dall’origine al mercato. Nel capitolo settimo trova posto uno studio sommario delle indagini che si possono praticare sulle merci allo scopo di identificarle e desumerne le speciali qualità Il capitolo ottavo dell’opera ci offre una succinta descrizione dei caratteri li oltre seicento merci elencate per ordine alfabetico ed indicate anche con la nomenclatura francese tedesca ed inglese. Infine nel capitolo nono l’autore tratta delle unità in base alle quali effettuasi la compra vendita porge cenni sugli usi dei mercanti in alcune località notevoli e presenta l’elenco dei prodotti d esportazione di tutti gli Stati. Nel 1905 figura negli Atti della R. Accademia Peloritana dei Pericolanti, Messina e nel 1906 scrive la “Relazione sullo studio chimico dei materiali adoperati per la costruzione del Campanile di San Marco (26 agosto 1906). Poligrafata come manoscritto. La Relazione è depositata presso il Municipio di Venezia. Divisione II. Lavori Pubblici. 1906. N. 47329. Ristampata in parte e commentata in L’Adriatico, La Difesa e Gazzetta di Venezia 29-30 agosto 1906. Il riferimento si trova nel volume “Il Campanile di San Marco, Studi, Ricerche, Relazioni. A cura del Comune di Venezia” con citazione alle pagine 325 (nota 489) e 326 (nota 495) della Bibliografia. Nel 1911, in qualità di membro della Commissione reale per la riforma degli istituti nautici e di istruzione nautica” presieduta dal vice-ammiraglio duca Napoleone Canevaro, Ottorino Luxardo compilò la sua relazione. Il Ministro della Pubblica Istruzione Luigi Credaro, pienamente soddisfatto del lavoro, mentre incaricava il presidente di rendersi interprete dei suoi migliori sentimenti verso tutti i collaboratori indistintamente, li voleva espressi in particolare verso il prof. Luxardo, così vivamente lodato dal duca Canevaro stesso.
Ottorino Luxardo muore a Venezia il 10 gennaio 1913, rientrando da Milano a mezzanotte, cadendo in acqua dalla gondola, forse per un malore, davanti alla casa in Borgoloco San Lorenzo. È sepolto a San Michele in Isola. I funerali saranno a spese del Comune che ha realizzato la lapide in sua memoria.

Lascia all’Istituto Paolo Sarpi di Venezia la sua preziosa raccolta di minerali.
Merita davvero ricordare un fatto storico che mette in relazione IL DALMATA di oggi con IL DALMATA antico N.4, pubblicato a Zara il 14-15 gennaio 1913. Il giornale di allora aveva pubblicato un lungo articolo intitolato a Ottorino Luxardo, dal quale riprendiamo alcuni passaggi. “Il Podestà di Zara dott. Luigi Ziliotto veniva informato della sua morte con questo telegramma: A nome della Giunta di vigilanza e degli insegnanti del regio istituto tecnico-nautico Paolo Sarpi ho il dolore di partecipare la morte del nostro illustre amato preside Ottorino Luxardo, di lei degno concittadino, avvenuta improvvisamente questa mattina.”. L’articolo si concludeva così: “In Italia la morte del prof. Luxardo ha sollevato generale compianto, essendosi in lui perduto un forte scienziato, un patriota distinto e un collega affettuosissimo.”.