Una mostra (e un museo) per non dimenticare

(Matteo Carnieletto) Una mostra. Nuova. Per raccontare quegli italiani che ancora oggi conoscono poco delle vicende delle foibe e dell’esodo e pure per quelli, e sono molti, che desiderano approfondire quanto successo a tanti nostri connazionali. Il ministero della Cultura ha firmato una convenzione tra l’Istituto Vittoriano e Palazzo Venezia (VIVE) e la Federazione delle Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati per la realizzazione al Vittoriano di una mostra temporanea sull’esodo giuliano-dalmata, nelle more della realizzazione, nella Capitale, del Museo del Ricordo. Un’iniziativa, questa, da sempre appoggiata e sponsorizzata dall’Associazione Dalmati Italiani nel Mondo attraverso il suo Presidente, Antonio Concina, che ha seguito passo dopo passo l’iniziativa affidata da FederEsuli inizialmente al professor Giuseppe de Vergottini e conclusa da Renzo Codarin, presidente eletto negli ultimi mesi.

L’intesa prevede la messa a disposizione, da parte del VIVE, dello spazio collocato al primo livello del Vittoriano, mentre la Federazione delle Associazioni degli Esuli elaborerà il progetto scientifico e museografico, condividerà con il Vittoriano le fasi operative e realizzerà la mostra il cui ingresso sarà libero. “La convenzione siglata oggi con FederEsuli serve a ricordare un episodio storico estremamente doloroso per migliaia e migliaia di nostri concittadini, e dunque per il popolo italiano nella sua interezza” ha detto la direttrice del VIVE, Edith Gabrielli.

Per Codarin la firma della convenzione “conferma il rinnovato spirito di collaborazione tra FederEsuli e istituzioni, in particolare con il Ministero della Cultura. La mostra al Vittoriano è un progetto importante e ambizioso per il quale non posso che ringraziare la Direttrice Gabrielli, la cui sensibilità per la nostra storia è foriera di grandi risultati”.

Ma non solo. Anche il Museo di Roma sarà fondamentale per tramandare il ricordo dell’esodo. Una decisione, questa, portata avanti con un disegno di legge varato dal governo lo scorso gennaio che prevede lo stanziamento di otto milioni e la nascita di una Fondazione – di cui faranno parte il Ministero della Cultura, la Regione Lazio, Roma Capitale e la Regione Friuli Venezia Giulia – per la gestione del Museo. “Ricordare significa ‘riportare al cuore’ ”, ha detto il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. Oggi “riportiamo nel cuore della nostra Nazione una
storia troppo a lungo nascosta”. Giuli ha anche ricordato il ventesimo anniversario della legge che nel 2004 istituì il Giorno del Ricordo dei martiri delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Nel suo discorso il ministro ha sottolineato lo “straordinario lavoro portato avanti dalle associazioni degli esuli, instancabili testimoni del ricordo”. Un
piccolo pezzo, ulteriore, affinché non si dimentichi. Affinché il ricordo si faccia presente. E non passi mai.

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