17-24 settembre: fanfare dei bersaglieri a Padova

Dal 17 al 24 settembre si svolgerà a Padova un Raduno Interregionale Nord Italia dei Bersaglieri, dedicato in particolare alle loro fanfare, in occasione del centenario della costituzione della fanfara in congedo di Padova, quella nata per prima delle attuali fanfare in congedo, costituita come tutte le Associazioni d’Arma dopo la Prima guerra mondiale. Per l’occasione è prevista la presenza di almeno una decina di fanfare in congedo e di quella in servizio dell’11o Reggimento Bersaglieri.

All’apertura del raduno il 17, farà seguito il 20 una conferenza alle 20.30 presso il Circolo Ufficiali, su “Le Società dei Bersaglieri in Dalmazia nel 19o secolo e le loro fanfare”.  Relatore Elio Ricciardi.  

 Il 22 e il 23 il raduno proseguirà con diversi eventi fra i quali una mostra su “La musica dei Bersaglieri” presso la Scuderia del Comune e concerti di fanfare a Padova e in alcuni comuni vicini.  Domenica 24 lo sfilamento attraverso le vie cittadine inizierà alle 9,30 in Prato della Valle, dove si concluderà con la corsa finale dopo le 12. Alle17,30 l’Ammaina Bandiera in Piazza dei Signori. Contiamo di potere avere anche quest’anno una fanfara, possibilmente alle 13 del 23 o almeno a Torreglia la mattina del 24.

Per comprendere il significato e l’importanza di quanto verrà trattato nella conferenza del giorno 20 si consiglia di leggere l’articolo “Simpatizzanti Bersaglieri i precursori delle Associazioni d’Arma” pubblicato nel periodico dell’Associazione Nazionale Bersaglieri e presente nel suo sito. Nello stesso si può vedere che mentre prima della Prima guerra mondiale nel Regno d’Italia, mancando le Associazioni d’ Arma, esistevano solo dei sodalizi locali di reduci con finalità di mutuo soccorso, nella Dalmazia, parte dell’Impero austriaco, erano nate ben cinque Società dei Bersaglieri, a Zara, Spalato, Borgo Erizzo di Zara, Salona (Spalato) e Neresi (Brazza) che si ispiravano, imitandoli, ai Bersaglieri italiani. Tre di queste, Zara, Spalato e Borgo Erizzo, poco dopo la nascita si erano dotate di una propria fanfara, con il cappello piumato e gli strumenti delle fanfare italiane. Erano sodalizi patriottici nati per resistere a quanto l’Austria, specialmente dopo il 1866, faceva, maggiormente in Dalmazia, per limitare l’elemento italiano nei territori che le erano rimasti. La prima di tali Società era nata a Zara nel 1872, 150 anni fa.

Desta meraviglia che l’Austria, che contrastava la presenza italiana tenendola sotto un pesante controllo poliziesco consentisse l’esistenza e tollerasse le attività patriottiche delle Società dei Bersaglieri. Tale comportamento si può spiegare come rispetto verso un Corpo militare dello Stato italiano legato all’Austria dalla Triplice Alleanza, alleanza difensiva che quindi non riguardò la Prima guerra mondiale scatenata dall’Austria con l’aggressione alla Serbia. Per lo stesso motivo l’Italia tollerava quanto l’Austria faceva a danno degli Italiani della Dalmazia, che non erano suoi sudditi.

Il ricordo di quanto sopra, insieme a quello di Pola, Fiume e Zara, è portato avanti dai Bersaglieri del Veneto e in particolare da quelli della Provincia di Padova in sostituzione dei Bersaglieri esuli, che non sono più in grado di sfilare di corsa. Gli esuli di seconda e di terza generazione sfilano con le Sezioni di residenza dal momento che, a differenza di altre Armi o Specialità, i Bersaglieri esuli non avevano avuto la necessità di costituire una propria Sezione. Vi erano infatti i Bersaglieri del Battaglione “Zara” che eccezionalmente uniti sfilavano, con il fazzoletto dalmata al collo, formando un numeroso blocco al quale si univano gli esuli.  Ricordo fra gli altri il Sindaco del Libero Comune di Pola, Artusi, il Presidente dell’Associazione Grigioverde di Trieste, Mattarelli, di Cattaro, Talpo, Serrentino, Steinbach, di Zara. Quando, dopo il Raduno Nazionale del 2018, non vi erano più esuli in grado di organizzare e condurre il gruppo che ricorda Pola, Fiume e Zara, si erano offerti per farlo i Bersaglieri della Provincia di Padova, che già ci avevano aiutato a fare riemergere le Comunità italiane in Dalmazia organizzando, quando opportuno, viaggi da Veglia a Cattaro.

È quanto hanno fatto il 28 maggio u.s. al Raduno Nazionale di La Spezia sfilando, come al solito, in testa allo sfilamento. Lo speaker, anche Presidente dei Bersaglieri del Veneto, ha commentato il loro passaggio con le seguenti parole: “Passa ora il doveroso ricordo di un pezzo di storia italiana. Lo stanno portando avanti i Bersaglieri della Provincia di Padova, non essendo più in grado di farlo, a quasi ottanta anni dall’esodo, i Bersaglieri esuli. Zara, Fiume e Pola, con l’Istria, la Dalmazia ed il Fiumano, hanno dato tanto all’Italia, fino al sacrificio della propria esistenza. Sono con loro i labari dei reparti che più a lungo hanno difeso la frontiera orientale: il Battaglione ‘Zara’ e quello che ha difeso la Valle dell’Isonzo fino alla fine di aprile del 1943”.

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